Con la lezione-testimonianza di Paola Snidero, presidente del Gruppo Giovani Industriali di Pordenone, amministratore delegato di Tecnoplast, si conclude il ciclo di incontri con gli imprenditori dell’Unione industriali di Pordenone organizzati dalla facoltà di Economia dell’università di Udine, nell’ambito del corso di studi di Organizzazione delle piccole e medie imprese. L’appuntamento, rivolto agli studenti e aperto agli interessati, è per domani, mercoledì 6 aprile, alle 13.30 nell’aula B1 del Centro polifunzionale dell’ateneo di Udine, in via Prasecco a Pordenone. Al centro della lezione, il tema delle imprese familiari, attraverso un’analisi che Snidero proporrà sulle dinamiche della dimensione familiare nelle piccole e medie imprese.
«La preziosa collaborazione con l’Unione Industriali di Pordenone e del direttore Paolo Candotti – sottolinea il docente del corso, Massimo Baù – ha permesso agli studenti di affiancare la teoria manageriale all’esperienza di imprenditori di primo piano, affrontando i temi caldi dell’imprenditorialità con testimoni di rilievo».
In particolare, gli studenti del corso hanno avuto modo di approfondire con Gianni Barbon, amministratore delegato di Modo, le caratteristiche dell’imprenditore, tracciando le linee guida della creatività e del co-working. Con Valerio Pontarolo, amministratore delegato di Pontarolo Engineering, azienda vincitrice nel 2007 del premio regionale per l’innovazione, si è discusso di imprenditorialità e innovazione. Renato Pujatti, imprenditore, presidente Finest e vicepresidente dell’Unione industriali di Pordenone, ha invece affrontato il tema dell’internazionalizzazione per le piccole e medie imprese.
via: qui.uniud.
Evento inaugurale del progetto Imprenderò. Lunedì 4 aprile 2011 dalle ore 15.00 alle ore 19.00, si svolgerà il convegno dal titolo “il Futuro della tua Impresa. L’Impresa del tuo Futuro”. Sede dell’Incontro il Centro Ricerche Fantoni spa Zona Industriale Rivoli a Osoppo (Ud). All’evento sarà presente anche il Goverantore della Regione FVG Renzo Tondo.
Il progetto Imprenderò è promosso e finanziato dalla Regione FVG al fine di favorire i processi di creazione d’impresa e di diffondere la cultura imprenditoriale nella regione. L’Università di Udine è uno dei partner impegnati in tale progetto, i cui referenti sono Francesca Visintin (professore associato di Organizzazione Aziendale, Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche) e Daniel Pittino (ricercatore confermato di Organizzazione Aziendale presso lo stesso dipartimento).
Le tematiche principali su cui verteranno le attività di Imprenderò sono: il passaggio generazionale, la trasmissione di impresa, la creazione di spin off aziendali, la formazione imprenditoriale ed infine la formazione manageriale in favore delle PMI e micro imprese.
Qui il programma dell’evento.
Approfondire lo studio delle dinamiche delle piccole e medie imprese familiari attraverso una prospettiva internazionale. È l’obiettivo della lezione, rivolta agli studenti del corso di Laurea in Economia Aziendale e aperta a tutti gli interessati, che Börje Boers, docente della Jönköping International Business School in Svezia, terrà oggi, mercoledì 16 marzo alle 13.45 nell’aula B1 del Centro polifunzionale dell’università di Udine a Pordenone, in via Prasecco, ospite del corso di Organizzazione delle piccole e medie imprese della facoltà di Economia dell’ateneo di Udine. «La lezione – anticipa il docente del corso, Massimo Baù – approfondirà le dinamiche dell’impresa familiare, caratterizzata da significative specificità che influenzano in modo significativo l’attività di impresa, presentando importanti vantaggi, ma anche indubbie criticità».
Un tema importante per la regione Friuli Venezia Giulia, «dove – ricorda Baù – le imprese familiari rappresentano oltre il 95% delle attività imprenditoriali». Inoltre, «nei prossimi 10 anni – aggiunge Börje Boers – un terzo dei capi d’impresa dell’UE cederà il testimone. Per la maggior parte dei casi tale trasferimento avverrà in ambito familiare. Dati comunitari evidenziano che 2 imprese su 3 chiuderanno entro 5 anni dal completamento del processo di successione».
La visita del docente svedese è parte di un accordo di collaborazione tra il dipartimento di Scienze economiche e statistiche dell’Ateneo udinese e il “Centre for Family Enterprise and Ownership” dell’università svedese, recentemente riconosciuto quale miglior istituto di ricerca in Europa per gli studi sull’imprenditorialità familiare. L’accordo, finanziato dal Miur nell’ambito dei progetti di Cooperazione Interuniversitaria Internazionale, ha già favorito lo scambio di studenti, dottorandi e docenti.
via: qui.uniud
Two GOST research papers will be presented within the BB seminars program at the Institute of Entrepreneurship and Entrepreneurial Development of the Lancaster University Management School
http://www.lums.lancs.ac.uk/departments/Entrep/research/BBseminars/
Il nuovo anno ha portato con sè progetti iniziati e non ancora conclusi del 2010, insieme a idee per nuovi progetti.
Partendo dai progetti in progress, continua la stesura dell’articolo indirizzato alla special issue circa “Institutional Work“, e di cui avevo già anticipato i contenuti (qui). La deadline di presentazione dei paper si avvicina, e ormai l’articolo, grazie ai ragionamenti e i contributi di Daniel Pittino e Francesco Crisci, sta prendendo forma. Una versione light dell’articolo è stata proposta anche per il convegno EGOS, che quest’anno di terrà a Goteborg.
In previsione del WOA 2011 (quest’anno nella magnifica Napoli) sono in “produzione” alcuni lavori, che per il momento sono ancora idee e proposte in fase di selezione. Due sono le track a cui vorrei contribuire. La prima è intitolata “Istituzioni, organizzazioni ed evoluzione socio-economica”: il neoistituzionalismo e le dinamiche di cambiamento organizzativo, centrali nel progetto di dottorato, continuano a essere un filone di ricerca interessanti. La seconda track, di cui sono anche supporter, si intitola “Imprenditorialità: generazione, performace, modelli di trasferimento”.
Infine, un progetto è stato pensato in collaborazione con Alessandra Tognazzo, collega dell’Università di Padova. Insieme stiamo ragionando su “strong ties” e creatività, valutanto in che modo questi legami possono facilitare o ostacolare la creatività nelle imprese.
Di ritorno dall’IFERA a Lancaster, possiamo dire conclusa la stagione dei congressi che ha visto i membri del GOST all’EURAM a Roma, ai Workshop EIASM sui Top Management Teams a Valencia e sul Family Business a Barcellona, al WOA di Bologna e all’IFERA di Lancaster.
Riproponiamo dunque anche sul nostro blog i Conference Procedings pubblicati online e raccolti a seguire (in ordine di presentazione):
- MAZZURANA P.A.M. – PITTINO D. – CRISCI F. (2010), “The genesis of a new bio-technological district in an institutional entrepreneurship perspective”, Paper presented at WOA 2010, Bologna 16-18th June. link
- BAU’ M. – NORDQVIST M. – HELLERSTEDT K. – WENNBERG K. (2010), “What do we know on firm succession and the entrepreneurial process: a synthesis of the literature”, Paper presented at IFERA 2010, Lancaster 6-9th July. link
- VISINTIN F. – PITTINO D. (2010), “Successful technology transfer in uncertain contexts: the role of top management team diversity in university spin-off firms”, Paper presented at WOA 2010, Bologna 16-18th June. link
- COMPAGNO C. – LAUTO G. – BAU’ M. (2010), “Resources and motivations enanbling technology transfer in open innovation”, Paper presented at WOA 2010, Bologna 16-18th June. link
- PITTINO D. – VISINTIN F. (2010), “Inter-organizational cooperation and governance in Small and Medium Family Enterprises”, Paper presented at IFERA 2010, Lancaster 6-9th July. link
Esiste una scienza dell’organizzazione? Risposta: no! Se esistesse il sottoscritto e molti altri che si occupano di temi organizzativi ne trarrebbe(ro) di sicuro gran conforto. Mi ricordo 10 anni fa quando dissi ad amici di amici che stavo intraprendendo un dottorato in “organizzazione”… i commenti tra l’ironico, il vagamente commiserevole e lo sconsolato sulla deriva dell’accademia italiana si sprecarono.
Oggi, mentre cercavo sul web riflessioni a proposito dello status (debole) dell’”organizzazione come scienza” mi sono imbattuto in una special issue del JOB in cui si propone un articolo di Glick, Miller e Cardinal intitolato “Making a life in the field of organization science” e vengono poi ospitati tre commenti al contributo. Mi sembra una bella provocazione e uno spunto di riflessione che invito me stesso e gli amici a seguire dando un’occhiata ai contributi citati (accesso libero ai pdf btw), ecco il link [LINK].
Terminata la (breve) pausa estiva, è tempo di riprendere in mano la ricerca. Oltre ad un progetto che sto portando avanti con alcuni colleghi sulle reti e i processi di aggregazione delle pmi, con il nuovo anno accademico voglio riprendere con maggiore impegno la ricerca sui distretti tecnologici. Questo tema, anche se trattato ampiamente nella tesi di dottorato, continua a destare il mio interesse, e a giudicare dai buoni risultati ottenuti al convegno del WOA sembra molto promettente.
E’ per questo che insieme a due colleghi, Francesco Crisci e Daniel Pittino , ho deciso di dedicarmi alla stesura di un paper, che proveremo a sottomettere alla rivista Organization Studies. L’occasione è una Special Issue intitolata “Institutions and Work“. “Institutional Work” è un concetto che analizza il cambiamento organizzativo come il risultato di attività intenzionali e coordinate di individui o attori che hanno l’obiettivo di creare, mantenere o cambiare le istituzioni [Lawrence, Suddaby 2006]. Il contesto di ricerca sarà ancora una volta il Distretto di Biomedicina Molecolare del Friuli Venezia Giulia.
Sabato 26 giugno si è tenuto presso l’Università Bocconi il meeting annuale dei Professori e Ricercatori Italiani di Family Business (itfera), organizzato da Guido Corbetta (Univ. Bocconi) e Ugo Lassini (Univ. Verona). I lavori sono stati aperti dalla relazione presentata da Carlo Salvato (Univ. Bocconi) sullo stato della ricerca nel family business in Italia. A seguire, in prezioso intervento di Pramodita Sharma (Concordia University, Montreal), editor in chief del Family Business Review, journal del Family Firm Institute che per il 2009 ha conseguito un impact factor di 1,881.
Ritengo utile riportare alcuni appunti sparsi, raccolti dal keynote speach di Sharma e riguardanti l’evoluzione della ricerca nel family business, i main topics analizzati negli anni e le porte aperte per futuri contributi. Approfondisci »
ilFriuli Business pubblica, nel numero del 28 maggio, un’intervista a Francesca Visintin avente come tema la crescita.
Riportiamo alcuni stralci:
“Il problema del nanismo delle imprese italiane è storico e strutturale e non è legato all’attuale crisi economica. L’origine del problema è duplice.
Da un lato gli imprenditori italiani, e quelli del Nordest in particolare, tendono a vedere la propria impresa come un’estensione della famiglia e l’inserimento di soggetti esterni, siano essi finanziatori o manager viene visto con forte sospetto e generalmente evitato.
Dall’altro lato, vi è il sistema finanziario italiano, che solo recentemente ha visto lo sviluppo del venture capitalism e che tradizionalmente ha avuto come attori principali gli istituti di credito.
La ricerca di soci finanziari può, dunque, essere una soluzione alla stretta creditizia, ma solo se tale ricerca è accompagnata da un vero e proprio ripensamento della strategia aziendale che porti a un’apertura non solo della com- pagine sociale, ma anche della governance aziendale.”